Jazzit, Gianmichele Taormina

…La riflessiva apertura di “Pannonica” snocciola l'intricato mondo monkiano, fatto di silenzi beffardi e inaspettati, eppur magistralmente concatenati con il pianismo frastagliato e multicolore di D'Andrea. Basti riflettere sull'enunciazione fulminante adottata in “Rhythm-a-ning” per rendersi materialmente conto dell'inafferrabile meccanismo del pianista meranese, fatto di incalcolabili “call and response”, di obbligati percorsi tematici disseminati negli angoli più impensati della propria personalissima e (il)logica partitura mentale. E se “Monk's Mood” diventa una sorta di colloquiale quadretto intimista, “Misterioso” possiede il verbo diverso della moltiplicazione dell'ironia e della riflessione nel ricordo. Immediata giunge la notte bellissima di “Light Blue” mentre l'imperdibile progetto Monk si chiude nel ballo antico e divertito di “Let's call this”.