All About Jazz, Valerio Prigiotti

…Con “Classic Jazz” si chiude il cerchio aperto da “Standards”, anche se nell'ottavo volume si punta l'attenzione sul repertorio degli anni  Venti, un materiale difficile e da pochi ben manovrato. Fra questi pochi D'Andrea ce lo mettiamo senza problemi, perché parliamo di uno dei rarissimi casi di jazzista italiano che ha ascoltato tutto il jazz, dai precursori ragtime sino alle avanguardie degli ultimi anni.

Ora D'Andrea è un pianista dallo swing incisivo – messo in evidenza dall'uso parsimonioso del pedale – con una concezione contrappuntistica di grande spessore. Le mani agiscono in modo assolutamente paritetico e la sinistra, anche quando esegue un basso “walking”, non è mai semplice testimone delle prodezze della destra. Nelle linee melodiche il fraseggio si è fatto più essenziale, attento alla purezza del tocco per sfruttare al meglio le potenzialità timbriche del pianoforte.