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Il Sole 24Ore, Gian Mario Maletto …il nuovo disco del quartetto “Ballads and Rituals”, netto balzo in avanti rispetto al precedente “Jobim”. Qui la musica è più densa, anche perché D'Andrea pare aver trovato nel giovane altosassofonista Andrea Ayassot il veicolo ideale per le proprie astrazioni. Davvero una nuova pietra miliare in una carriera condotta in avanguardia da più di trent'anni. I Ciò che si nota è l'eloquio risoluto, autoritario ma persuasivo di un maestro. A sessantun'anni D'Andrea tale è. E lungo quest'opera eccolo spargere or qua or là, come se lo facesse a capriccio, i tratti che hanno caratterizzato la sua arte: frantuma le frasi (beh, questo lo fanno un po' tutti i jazzisti moderni) ma anche la forma stessa dei brani: sospende lo sviluppo della melodia di base, poi la riprende, magari rianimandola con poliritmie di radice più “africana” di quanto normalmente ci si aspetti da un musicista europeo.
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